“Forza ‘ndrangheta”
27Mar08
Lo scontro permanente tra Stato colombiano e forze armate rivoluzionarie ha spinto molti a credere che un intervento militare delle Nazioni Unite sia alquanto necessario. Si fa fatica, tuttavia, a dichiarare lo “stato di guerra”. Mah! Vorrei capire meglio cosa si debba intendere per “stato di guerra”. Quanti morti ammazzati servono per poterlo dichiarare? Quante raffiche di mitra bisogna ancora attendere? Si dice che lo Stato colombiano ha la situazione in mano, sì: allo stesso modo in cui ce l’ha in mano il nostro Stato (oggi un imprenditore è stato ucciso a Lamezia…). Non vorrei fare facili accostamenti fra la situazione colombiana e quella italiana, fatto sta che in entrambi i luoghi permane una atroce ed (almeno pare) infinita guerra interna tra Stato e forze rivoluzionarie o pseudo-rivoluzionarie. Forse sarebbe necessario rivedere la nozione stessa di “stato di guerra”: se l’Italia, come la Colombia, non è in grado di risolvere i suoi problemi interni, allora è bene che si faccia avanti qualcun’altro. Anzi, dico agli amici americani: se vi avanza un po’ di democrazia perché non venite ad esportarne qualche dose nel nostro sud Italia? Lo dico a te Bush, che di guerre te ne intendi. Qui, da noi, invece, abbiamo Veltroni e Berlusconi, sicuramente due paraculati obiettori coscienza. Ma la loro latitanza da questo atroce problema assume i velati contorni di un “incitamento”, come a dire: “forza ‘ndrangheta”, non mollare!
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