Un limite ineliminabile
[...]Per il credente le verità sono una cosa già sistemata, un dato di fatto; per il libero pensatore sono una cosa che deve ancora venire sistemata. Il pensiero assoluto può essere agnostico quanto vuole, ma c’è un limite ineliminabile: esso crederà pur sempre alla verità, allo spirito, all’idea e alla sua vittoria finale: esso non pecca contro lo Spirito Santo. Ma ogni pensiero che non pecca contro lo Spirito Santo è fede negli spiriti o nei fantasmi.[...]
Max Stirner-L’unico e la sua proprietà, pag.361
Questo pezzo di Stirner, sotto l’aspetto concettuale, credo sia un capolavoro. Dallo stesso si evince un dato inoppugnabile: e cioè che il (sol) fatto di dubitare sull’esistenza o meno “dello Spirito Santo” offre all’agnostico, in effetti, una porta aperta, da dove, prima o poi, far entrare un proprio Dio, (magari) iper-personalizzato. Il “dubbio” non implica cioè una sostanziale rinuncia all’esistenza dello Spirito Santo, ma ne ammette implicitamente una velata presenza. Così facendo “non pecca contro lo Spirito Santo”, ergo, si mostra fedele agli spiriti ed ai fantasmi.
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Dilemma: sono Atea o Agnostica?
Se fossi agnostica dovrei dire “se mi dimostri che il Dio religioso esiste, ci crederò”. Ma invece io dico: “dimostramelo se ci riesci, ma non vi riuscirai mai, perchè per me è sicuramente un’invenzione umana, è troppo chiaro che sia così, è una religione troppo antropocentrica.
Sono Atea o Agnostica?
ciao
L’agnostico - a mio avviso - è un credente a tutti gli effetti…
Fai te!
Sono d’accordo con te, comunque anche se un Dio o un “alieno superpotente” esistesse non accetterei la sua morale: per me, la morale di Dio sarebbe una tra le tante.
ciao
Tu cara Ilda meriteresti proprio una bella cinghiata sui denti!
Che dio ti benedica!
Tu caro cardinal Ruino la meriteresti sulla lingua