Diciamocelo così, sinceramente, “pacatamente”: noi italiani (salvo qualche rara eccezione) siamo afflitti da un brutto male, ossia siamo troppo avvezzi a spalare merda sugli altri, ma mai - e sottolineo mai - una benché minima autocritica. Giorno dopo giorno amiamo praticare un opera ottusa di autoconvincimento, per arrivare di colpo a sentenziare che gli unici mostri di questo (fottutissimo) paese siano poi solo gli amministratori politici nazionali et locali. Fa comodo dimenticare - e abbandonare in uno spazio morto del nostro inconscio - un dato, logico e dimostrabile; e cioè che la causa delle tante inefficienze che caratterizzano questo paese (sanità e p.a. in primis) dipendano poi proprio dal sopruso e dalla inoperosità intellettiva e professionale degli operatori via via interessati, degli addetti ai lavori, quelli che poi di volta in volta occupano (a torto o a ragione) le piazze scioperanti, e cioè: operai, impiegati, medici, avvocati, giudici e via discorrendo. In materia di inefficienze occupiamo i vertici delle classifiche europee, o sbaglio? E ciò proprio grazie alla inoperosità di tanti ed al sopruso esercitato da quelli che a vario titolo e grado possono usufruire di un qualsivoglia genere di potere - mi sia consentita la franchezza! Troppo facile, allora, prendere di mira chi vive sotto i riflettori per tempo; troppo facile prendersela con i vari Mastella, Berlusconi etc. per poi etichettarli, senza indugio, come disonesti o come mostri: meno facile - e me ne rendo ben conto - è riuscire a convincersi che la loro disonestà professionale non occupa poi una posizione gerarchicamente sovraordinata rispetto a quella di ciscuno di noi. Mastella, Prodi, Bassolino, Moggi, Berlusconi, Dell’Utri, Previti - e chi più ne ha più ne metta - siamo noi; essi sono dentro di noi, perché l’uomo è ambizioso e rapace allo stesso tempo; è tanto più minaccisoso se può esercitare un qualsivoglia potere, perché “è una esperienza eterna, che ogni uomo il quale ha in mano il potere, è portato ad abusarne, procedendo fino a quando non trova il limite” (Montesquieu). Certo, la critica politica è legittima e può far bene al paese, ma si badi: essa non potrà mai essere sincera se non accompagnata da una altrettanta sincera autocritica.



2 Responses to “Visto e considerato”  

  1. 1 vanny

    sono d’accordo, l’ipocrisia regna sovrana in questo, ahimè, bellissimo paese
    :-(

  2. 2 fr.

    io non mi escluso…

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