Savoir fare

29Gen08

Ieri, per puro caso, mi sono imbattuto sul programma “Otto e mezzo”: ospite “illustre” era il cardinale Ruini. Debbo dire che il dibattito nelle sue battute iniziali e centrali è stato abbastanza noioso, per certi versi pure buffo, e perciò, trascendendo dalle nefandezze ivi dette, ci proietteremo sulle battute finali del medesimo. Dunque, il padrone di casa - Giulianone Ferrara - rammentava al cardinale che, qualche giorno addietro, fu ospite il fondatore de “La Repubblica” Eugenio Scalfari, al quale (stuzzicato sull’argomento laicità-sacralità) piacque sottolineare che l’uomo, su questo mondo, non è altro che una semplice particella della natura, al pari di una mosca, e perciò andrebbe rifiutato tutto quello che di sacro si vorrebbe attribuire ad esso.

A questo punto, il conduttore chiede all’ospite delle delucidazioni teologiche sull’argomento, ossia sul perché il “sacro” sarebbe (secondo la chiesa) inscindibile dall’uomo. “Eminens”, a questo punto - come solo un grande mago può fare - tira fuori il coniglio dal cilindro e risponde: l’uomo non può essere considerato una semplice particella della natura, poiché esso trascende la natura stessa “per quello che sa fare, per quello che sa costruire, per la capacità di costruirsi una coscienza etica”; insomma, non può esserlo, per una serie di attributi (il cui filo conduttore è l’alta capacità di ratiocinio) che l’animale non ha, non può avere. Tanto basterebbe, insomma, per dimostrare quell’inscindibilità tra l’essere uomo e l’essere sacro. A questo punto, eminens, Lei meriterebbe un triplice plauso ed un correlato: bravo, bravo, bravo! E’ vero, “per quello che l’uomo sa fare“, sì sì! Tuttavia - spiace dirlo - non fa il suo caso - caro “eminens”. L’uomo, la ragione e la scienza, all’unisono, “fanno” certamente qualcosa di costruttivo per questa società; non riesco, per contro, a capire cosa possa mai “costruire” la Sua teologia, se non delle mere fantasie, dei dogmi privi di fondamento. All’infuori delle (solite) “pippe mentali”, cioè, non vediamo nulla. Cosa??? Le stigmate di Padre Pio? Il sangue coagulato di San Gennaro? Sarebbero la prova che poi, in fondo, Dio c’è, e che l’uomo sarebbe portatore “sano” di sacralità? Suvvia, ragazzuoli, troppo poco per dare un seppur minimo fondamento pratico ad una mera proiezione teorica.

 



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