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Quando si ricerca il fondamento di una cosa, cioè la sua essenza, si scopre spesso qualcosa di totalmente diverso dalla sua apparenza: così un discorso melenso e un cuore bugiardo, parole pompose e pensieri meschini, ecc. Dando risalto all’essenza, si abbassa l’apparenza, fino allora misconosciuta, a pura illusione. Chi è religioso non si cura della parvenza ingannatrice né delle vane apparenze, ma scruta l’essenza e nell’essenza ha la verità… La religione, perciò, può essere definita come il regno delle essenze, dei fantasmi: Cristo il fantasma munito di corpo, il fantasma corporale. Così il vero fantasma, il vero spirito diventa l’uomo: perisca pure il corpo, purché lo spirito si salvi (ciò che conta è la “salvezza dell’anima”).
Sicché l’uomo è diventato uno spettro inquientante, al quale si attribuisce perfino una sede determinata nel corpo (rimane tuttavia controversa la sede dell’anima: nella testa, nel cuore o altrove …). Il grande “gregge personificato” assume così le sembianze di un indecifrabile regno di spiriti.
In futuro, al posto della squadra omicidi, potremmo avere - pensate un pò - una squadra di ghostbusters. Che figata! No?



One Response to “Il regno degli spiriti”  

  1. 1 anonimi

    :D :D

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