Piramidi da sistemare

Silvio ha un chiodo fisso - lo sanno in tanti. Vuole ribaltare la piramide del potere (so’ sue parole eh!). “Basta con la politica verticistica, basta con la politica decisa dalle segreterie di partito“. Il popolo - dice - deve prendere in mano la regia di comando dei partiti. E di ciò ne è proprio convinto il nostro Silvio, al punto tale da litigare con tutti i suoi vecchi amici di merende. E questo amore, che prova verso il popolo, lo difenderebbe con ogni mezzo…
Questo amore lo riempie e al tempo stesso l’acceca: tant’è che il nostro Silvio non riesce a distillare il liberismo dal populismo. Un amore platonico, tuttavia: e qui sta il dramma. Allestisce stands, regala caramelle e poi zacchete! Essì perché lui, da un lato, millanta di voler dare potere e forza alla voce del popolo, dall’altro, però, vi sono notizie giornalistiche che lo indicano come attore non protagonista di un tentativo di corruzione verso (ormai) noti esponenti politici eletti nelle fila del centro-sinistra. Tentativo che vedeva come suo unico fine l’intento di riprendere il posto da capotavola passando (proprio) sopra la volontà popolare. Questo lo sapevamo, tuttavia quest’oggi i giornali vanno oltre, ipotizzando un losco giro di promesse di danaro. Non v’è nulla di ufficiale, certo, si rimane sul piano ufficioso. Solita prassi italiana… Perciò la cautela è d’obbligo.
Dicevamo: “amore platonico“, perchè? Perché qualora ’sta storiella venisse accertata, la piramide tornerebbe prepotentemente a rivoltarsi sul lato originario: anche se - si badi - nella fattispecie ci troveremmo di fronte a delle decisioni prese non dalle segreterie di partito, né (men che meno) dal popolo, ma dal danaro, dai piccioli. Il popolo elesse Prodi in base alla vigente legge elettorale: e Silvio, invece, cosa avrebbe fatto? Tentato di corrompere taluni soggetti per riprendersi il potere sputacchiando (proprio) sopra la volontà popolare, che altro potere aveva voluto. Questo non è bello, è triste, molto triste. Soprattutto se si pensa alla sorte del (povero) Previti: avvocato, settanta e rotti anni, condannato per corruzione… Se questo vile atto verrebbe accertato, dei suoi buoni propositi - caro Silvio - non rimarrebbe nulla. Il popolo, di certo, rigetterebbe questo suo fasullo (rectius: non corrisposto) amore: afflitto e deluso le sputerebbe (legittimamente) su di un occhio.
Che dire? D’intanto - caro - si goda quel principio posto all’art. 27, è un suo diritto del resto. Ma qualora venisse acclarato che quei mandatari agirono in suo nome e nel suo interesse, si ricordi di ritoccare (nuovamente) qualche legge, di ricucirsela addosso, altrimenti la sua immacolata fedina penale potrebbe essere irrimediabilmente compromessa.
E, comunque, non tutto le sarà perduto: poiché la medesima legge fondamentale - nell’eventualità di una condanna - le consente (caro Silvio) di rieducarsi al vivere sociale: in altri termini, una chance di vita da consumare con onestà le verrà ancora concessa. Perciò non si strugga più di tanto il cuore, anzi, le dirò, questo (eventuale) vissuto farà punteggio. Quindi, nel frattempo, pensi pure (serenamente) a come cazzo sistemare ’sta piramide.
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Silvio come Cleopatra?

Intanto stanno perquisendo casa D’ Avanzo…
->Teresa
Sì sì, ordinaria amministrazione.
Sai quante notizie -coperte da segreto investigativo- fuoriescono dalle procure ogni mese? Una infinità!
Sai quali e quanti giornalisti, poi, vengono sottoposti ad indagine? Pochissimi, di certo, vi rientrano tutti quelli che ficcano il naso sulle malefatte dei politicanti.
D’Avanzo è uno di quelli. Ma la legge lo prevede….