Laurea ad minchiam
Succede che qualcuno si alzi al mattino è dica: cazzo, vorrei diventar avvocato, ma non posso: troppo impegno, troppo studio; c’è altro a cui pensare: le partite di calcetto, le serate al pub, la play station. E allora, che fò, rinuncio? Noo! Siamo in Italia, perciò mi trovo un vecchio scassato di palle segretario compiacente e via! Cinque, sei, sette, otto esami perché no! “Fanculo i libri, sì”! E quanto avranno pensato alcuni studenti dell’Università Magna Grecia di Catanzaro. Ora però - poracci - gli hanno beccati: il segretario è stato arrestato, gli studenti, già asini nella sostanza, si ritrovano come tali anche nella forma. Che peccato! Qualcosa deve essergli andata storta. Però - lo confesso - io godo, godo assai assai assai. E debbo dire che ho goduto assai assai pure qualche annetto fa, quando qui alla Sapienza una sfilza di assistenti, bidelli e studenti furono colti nella “rete da pesca” giudiziaria. Dico questo perché non mi si venga a dire che le maranghelle succedono solo al sud. Anzi, è pressocché probabile, considerato il basso tenore culturale della società italica, che altrove si lavori meglio, con più raffinatezza. Ma fate attenzione cari italici cattolici, perché come v’ha detto, oggi, il pastore che celebrava il funerale del giovane ucciso in autostrada: “esiste una giustizia divina!” E so cazzi, guagliò! Quello lì vi fa un culo così, ci tengo a ricordarvelo.
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godo anch’io assai
sei un mitoooooooooooooooo chiunque tu sia!!!!!chi è che scrive questi articoli?????
Manifestazioni siffatte di apprezzamento sono molto gradite, cara sig.na!
Ripassi a leggerci quando vuole!
Saluti.
La Redazione