Avevamo creduto che il conservatorismo cattolico fosse stato messo da parte, almeno per qualche anno. E, invece, c’eravamo dimenticati di essere alleati dei vari Mastella, Binetti e compagnia bella. Tuttavia non si faccia di Mastella il capro espiatorio: non è mica colpa sua se ogni 5 anni, puntualmente, gli viene riproposto il suo posticino al governo. Anche se, diciamolo: la sinistra può governare, certo, ma con l’avvallo del centro, altrimenti niet! Ho sempre creduto e continuo a credere che nel Parlamento si sia insediato, da tempo, un grosso cavallo di troia. Uno più piccolo, poi, si è intrufolato nel cd. Ulivo: dolosamente o incosciamente, boh! Ad ogni modo, credo sia impossibile, ormai, credere e sperare di avere, un giorno, a palazzo Chigi un governo di sola sinistra. Quel che, invece, è facilmente percepibile è l’indissolubilità dello schema del ricatto. Se, poi, non volessimo considerarlo come tale, allora non rimarrebbe che ridere di questa consueta facilità con cui lor signori riescono, ogni volta, a piantarsi la zappa sui piedi. Nel ’96 c’ha pensato Bertinotti, quest’anno c’ha riprovato un suo esponente di partito, ma non ha trovato l’avvallo della segreteria, perciò si è fatto avanti l’immancabile mastellone. Ecco perché ad un certo punto matura l’idea del Pd; il Pd come possibile antidoto al definitivo crollo del cd. Ulivo. In fondo, se Fassino, D’Alema & C., ex PCI, sono convenuti per una svolta democristiana una ragione (di non poco conto) ci doveva pur essere.



2 Responses to “Ricatti e balletti. Dinamiche moderate.”  

  1. 1 Anonimo

    Finiremo tutti in confessionale.

  2. 2 francesco

    “taci e impara a pregare”

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