Tirannie istituzionalizzate

Mentre i giovani siciliani, calabresi e campani incontravano il procuratore nazionale antimafia Grasso, la polizia di Stato ha oggi arrestato Salvatore Pelle, figlio di “Gambazza”, padre di Salvatore latitante da oltre 10 anni. Gambazza è uno dei patriarchi della ‘ndrangheta, ed è inserito nell’elenco dei 30 latitanti più pericolosi d’Italia. Tra questi, anche il figlio arrestato, appunto, proprio oggi. La lotta ai tiranni condotta dallo Stato procede, la società, tuttavia, deve dare il suo contributo, deve essere presente, deve collaborare con la giustizia perché è una forma di partecipazione all’amministrazione della giustizia (art. 102 cost.) e costituisce l’adempimento di un dovere inderogabile di solidarietà sociale (art. 2 cost.). Se la vecchia generazione in tutti questi anni ha saputo manifestare solo comportamenti omertosi voglio sperare che i giovani di oggi riescano a reagire con veemenza ai tiranni di sempre. C’è bisogno, tuttavia, di una sana autocritica da parte di tutti, perché a volte si entra nel circuito mafioso credendo di non esserci dentro. La mafia trova il suo carburante nel mondo dell’imprenditoria, della politica, della giurisdizione, della pubblica amministrazione, ecc., i cui esponenti, a loro volta, si “nutrono” del circuito mafioso per mantenere o consolidare la loro posizione professionale. Ripulire la società da questa spazzatura è semplice (forse), basta “sposare” la cultura della legalità, che, purtroppo, soprattutto al sud e soprattutto entro le mura della sacra famiglia, risulta essere latitante. Dov’è l’insegnamento cattolico alla legalità, dov’è? Il papa ne parla? Nessuno lo sente!
Il 10 marzo 1948 veniva ucciso in un agguato mafioso, a Corleone, il sindacalista Placido Rizzotto.
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