Liberate i praticanti

Nella confederazione elvetica (almeno nella parte tedesca) uno studente in legge riesce senza problemi ad integrarsi nel suo mondo lavorativo, che sia studio legale, tribunale, etc.: e guadagna bei soldoni. Dopo la laurea dovrà semplicemente sostenere un esame di Stato, senza costrizioni inutili di pratiche cd. professionalizzanti. I soldi per mettere su famiglia (come vuole il papa) già ci sono. Da noi, invece, dove tutto è calcolato scientemente, lo studente in legge (senza la mano di Dio, s’intende..) al massimo riesce a fare volantinaggio. Dopo la laurea, poi, si prospettano 2 anni di “custodia cautelare” in uno studio legale che, nella gran parte dei casi, dimentica di applicare le norme deontologiche, e ti retribuisce con le caramelle. Ma qualcosa si muove o, meglio, si dovrebbe muovere. Lo scorso dicembre, infatti, è stato approvato, su proposta di Mastella (pensate un pò!), un disegno di legge che delega il Governo a procedere al riordino dell’accesso alle professioni intellettuali, alla riorganizzazione degli ordini, albi e collegi professionali, al riconoscimento delle associazioni professionali, alla disciplina delle società professionali e al raccordo di tali disposizioni con la normativa dell’istruzione secondaria superiore e universitaria. Si tratta di un intervento normativo a cui il Governo annette una particolare importanza, caratterizzato da un’impronta di liberalizzazione che si esplica su alcuni significativi capisaldi: libero accesso alle professioni, senza vincoli di numero (fuorché per le professioni caratterizzate dall’esercizio di funzioni pubbliche o dall’esistenza di uno specifico interesse generale, come quella notarile); eliminazione dei vincoli territoriali nell’esercizio dell’attività; libera concorrenza e possibilità di effettuare pubblicità dell’attività professionale quanto a costi, specializzazioni e servizi offerti, al fine di consentire all’utente una scelta informata; abolizione dell’obbligo di tariffe minime (al cui ammontare verrà comunque posto un limite massimo), con garanzia che il cliente ne debba essere preventivamente informato. Tra le altre novità che la disciplina delegata dovrà necessariamente disciplinare, v’è la previsione di un limite massimo di dodici mesi per i tirocini professionali, la riforma dell’esame di Stato per l’accesso alle professioni regolamentate.
Insomma, tutte belle cose, tutto rinviato proprio al corrente mese. Bisognerà vedere, ora, se la spunteranno i giovani o le vecchie lobbies. Se, poi, Prodi dovesse cascare: “sicuramente” ci penserà Fini a liberalizzare tutto…
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Salve! mi permetto di commentare, con queste mie poche righe, la tua desolante e purtroppo realistica analisi sulla quotidianità dura e senza prospettiva di migliaia di praticanti che affollano le corti e che sgobbano per conto dei “domini”.
E’ tutto vero, è tutto tragico, è tutto italiano….!. E’ tutto precario.
Il tirocinio forense non è riconosciuto ai fini dell’esame, compiuta la pratica si affronta un esame che non ha senso; si va in aula senza i supporti tipici della professione: nessun avvocato lavora senza codici commentati, nessun professionista compie il suo lavoro senza gli strumenti necessari.
E’ ora di smetterla con queste ipocrite rincorse all’ eccellenza forense; un medico diventa tale con un semplice, formale e dignitoso esame di stato cosi come avviene per ingegneri, veterinari e agronomi, forse queste sono arti minori?!!!! NO.
E allora riprendiamoci la dignità perduta, lasciamo che sia la professione a giudicare e non gli stessi avvocati, che hanno il solo scopo di restare sempre più soli e liberi da giovani e rampanti conocorrenti.
Grazie per aver ospitato il mio sfogo, anch’io sto cercando solidarietà e sensibilizzazione su questa annosa vicenda della nostra italia Piccola Piccola. http://www.ilparziale.blogspot.com
Leggo solo oggi il tuo commento: il tuo sfogo è lo sfogo tutti i praticanti.
Saluti.
Ciao a tutti quando mi sono laureato, dopo 5 anni e mezzo di duri sacrifici, pensavo che la mia vita avrebbe avuto una svolta..ma non immaginavo in peggio…almeno prima mi consolavo dal fatto di essere studente, oggi il fatto di essere mantenuto dai genitori è un peso sempre maggiore…spero in meglio e nei concorsi…e pensare che volevo solo l’avvocatura e nient’altro dalla mia vita professionale…1 abbraccio a tutti…per fortuna che sono un buon nuotatore..almeno ci galleggio in stà melma…Daniele’81