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Oggi si tiene il famoso vertice per risolvere il fumoso problema ultrà. Chissà, se…! Tempo fa scrivevo che gli euro dei presidenti, su queste tematiche, prevalgono sempre e comunque. L’amico Ciro, qualche giorno dopo, risottolineava egregiamente questo concetto. La professione del politico, oggi, è in via d’estinzione: le decisioni che contano le prendono sempre altri, nella fattispecie i baroni del calcio; per altre tematiche, come i pacs, c’è Ruini che se ne occupa. Questo è un problema, serio. Mi auguro che, almeno per una volta, il politico cacci fuori un pò di orgoglio…, se ne sente il bisogno. Se questo vertice si concluderà con un nulla di fatto non perderà solo lo sport, ma anche la democrazia, intaccando, inevitabilmente, la libertà di chi vuole recarsi allo stadio senza, poi, ritornare a casa tumefatto o bastonato da qualche imbecille. Gregory, in suo post, parla di principi costituzionali, e scrive: “Non vorrete mica adesso venire a farci il discorso delle libertà costituzionali, in un momento drammatico come questo, vero? Sì, vogliamo. E non è per pignoleria, ma dovete spiegarmi in base a quale principio verranno sciolte d’autorità le organizzazioni dei tifosi quando c’è la Costituzione a sancire la libertà d’associazione”. Chiama in causa l’art. 18 Cost., il quale, tuttavia, va letto tutto, altrimenti si corre il rischio di legittimare anche le associazioni a delinquere. L’art. 18 recita: “i cittadini hanno diritto di associarsi liberamente, senza autorizzazione, per fini che non sono vietati ai singoli dalla legge penale“. Dunque, acclarato che, in teoria, una organizzazione di tifosi non ha nulla di penalmente vietato dalla legge, viene ovvio concludere che tale organizzazione non potrà mai essere sciolta. Ora, posto che, sovente, gli ultrà non sono altro che un gruppo di cittadini riuniti in una fetta di stadio, al fine di sostenere la propria squadra, viene altrettanto ovvio dare una letturina ad una disposizione costituzionale che viene prima dell’art. 18, che è l’art. 17, il quale recita: “i cittadini hanno diritto di riunirsi pacificamente e senz’armi“. Ora, non venite a dirmi che in curva si canta l’Inno alla gioia di Beethoven, o che gli ultrà delle rispettive tifoserie consumano felicemente un caffé insieme… Punire severamente chi rompe i coglioni alla gente non rappresenta né un attentato alla Costituzione, né una scelta superflua. Il livello di libertà e/o di democraticità di un paese si misura anche e soprattutto dal grado di civiltà raggiunto dai propri cittadini. Preme ricordarvi che in Gran Gretagna c’è un P.m. alloggiato sugli spalti di ogni stadio: appena le telecamerine individuano una qualche testa di cazzo, quest’ultima viene istantaneamente accompagnata dal p.m., il quale predispone, grazie al supporto video, un giudizio per direttissima, in loco



9 Responses to “Un pò d’orgoglio, ca..o!”  

  1. fumoso, già.

  2. ciao francesco

  3. 3 astio

    c’è un buon 89% di probabilità che tutto rimarrà come prima, si rischia la crisi, e poi chi li paga gli stipendi millionari ai fighettini del pallone?

  4. è probabile, ma sai: “l’ottimismo è il profumo della vita” ;) )

  5. Purtroppo non vedono l’ora che il circo ricominci a mandare nell’arena i suoi gladiatori. La corte e il popolo vuole fantasognare e fantafottersene. L’indignazione dura quanto una sigaretta. La cenere vola via. E dentro ti rimane il fumogeno….

    M.F

  6. ;) )))))))))
    Matarrese, poi, manco il tempo de ‘na sigaretta che stava già lì, vicino ai microfoni, a “fantafottersene” dell’ispettore morto…: non usa sigarette, credo;… troppo veloce

  7. azz!
    è Matarrese il fumogeno che dice Micheluzzo!

  8. si, vai afarlo capire ai Paolo Cento…

  9. il verde Cento…


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